SEO
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Rifare il sito senza perdere il posizionamento
Il traffico che crolla dopo un restyling non è sfortuna: è quasi sempre una lista di redirect che nessuno ha scritto.
È la telefonata più frequente di settembre: «abbiamo rifatto il sito e sono sparito da Google». Non è mai il disegno nuovo. È la mappa che manca.
Cosa succede davvero
Google conosce i tuoi vecchi indirizzi e ci manda le persone. Se cambi struttura senza dire dove sono finite le pagine, ogni visita arriva su un errore — e nel giro di poche settimane quelle pagine escono dai risultati.
La lista che va scritta prima
Prima di toccare qualsiasi cosa si esporta l'elenco completo degli indirizzi attuali e si decide, uno per uno, dove punteranno. Le pagine che non hanno un corrispondente vanno alla più simile, non alla home.
I redirect
Devono essere permanenti — quelli temporanei dicono a Google di continuare a tenersi il vecchio indirizzo — e vanno verificati uno a uno dopo la messa online.
I titoli
Se una pagina si posiziona bene, il suo titolo funziona. Cambiarlo perché «suona meglio» è il secondo modo più veloce per perdere traffico.
Cosa controllare la settimana dopo
- Gli errori di scansione in Search Console.
- Le pagine più visitate del vecchio sito: rispondono?
- La sitemap: è quella nuova?
In breve
Un restyling ben fatto non si vede nei numeri. Se il traffico crolla, non è cambiato il gusto di Google: è mancata la mappa.